Quartiere Crocetta Modena

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Villa Pentetorri

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Alla fine del 1500, sulla riva sinistra del Naviglio, poco fuori Modena alla confluenza dei due canali Pra­della e Diamante sorse, per volere del duca Francesco I, la villa Pentetorri.

 

Progettata dal grande architetto Gaspare Vigarani con la parte principale, rivolta ad oriente, ben visibile dalle imbarcazioni che transitavano lungo il canale.

 

Era la villa del­le delizie estensi, dei balli e ricevimenti privati, durante i qua­si suoi tre secoli di splendore fu impreziosita da opere esegui­te da valenti artisti.

 

I nobili modenesi, seguendo l'esempio del duca,
presero l'abi­tudine di costruire ville per la villeggiatura estiva lungo il Na­viglio verso Albareto, Bastiglia, Bomporto e sul Panaro a So­lara e via via fino a Finale Emilia. Con l'ingresso principa­le e fastoso che dava sul canale.

Nel 1859, con l'unità d'Italia, la costruzione, messa all'asta, fu acquistata da Elia Rainusso, armatore ligure, che l'abitò fino al 1906 anno della sua morte.

 

Lasciata in gestione al Comune di Modena. Nel 1930 diventò sede dell'Istituto per le Malattie Tropicali.

 

Pentetorri vista dal portale in questa foto dei primi anni del '900

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Il 13 maggio 1944 venne distrutta da un terribile bombardamento. Unica sopravvissuta la cancellata, oggi restaurata.

La distruzione della villa oggi sarebbe definita Effetto collaterale in quanto, nel 1943, l'istituto per le malattie tro­picali era stato trasferito al Foro Boario perché c'era in atto una causa tra il Pio lascito Rainusso e l'univer­sità di Modena, perciò non era sicuramente un edificio strategico per il regime.

 

E si parlava di questa villa, infatti nel sentire comune degli abitanti la Crocetta, si pensava che la bel­la villa di Pentetorri fosse abitata da fantasmi, che vi fosse un pozzo rasoio dove sa­rebbero stati scara­ventati gli intrusi e dell'esistenza di un passaggio sotterraneo di collegamento col palaz­zo Duca­le. Ma queste sono solo credenze di un passato recente.

 

Un'altra curiosità: In questa villa dalle “cinque torri”, alla fine del '600, fra animali come aironi, garzet­te e cigni, era custodita anche un'aquila, simbolo araldico della famiglia Estense.

 

Dopo la metà degli anni '70, nel giardino della scomparsa villa Pentetorri, fu inaugurato il parco cittadin­o XXII Aprile.

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Ciò che rimase dopo il terribile bombardamento del 13/5/1944

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Tra le pertinenze della Villa Pentetorri vi era un edificio, tuttora esistente, che era adibito a stalla per gli animali. Nel 1925 diventò la sede del neo­nato Istituto sperimentale di zootecnia di Modena, da allora cono­sciuto come Monta Tauri­na e dal 1983, adeguatamente ristrutturato, accoglie il circo­lo anziani XXII aprile, i Teatri dell'Era e la pale­stra di pugilato. 

Monta Taurina (ex stalla di villa Pentetorri). Foto del 2013

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Murandòun.

Era una locanda situata quasi di fronte all'ingresso orientale della villaPentetorri. Qui, nei primi anni del '900, oltre che consuma­re un pasto, la domenica, si ballava ed era diventata la meta preferita per i fi­danzati amanti del valzer. Il ge­store del locale, il signor Mo­randi, era da tutti soprannominato Mu­randòun per la sua forza er­culea. Oggi la trattoria esiste ancora ed è tuttora rinomata per gli ottimi cibi e conosciuta col nome di
“Boschet­to”.


 

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              Murandaun. Foto 2013 dell'odierno ristorante “Boschetto”

        
Foto del 1959.

Giovani che si ritrovavano nel cortile “Murandaun”.

Da sin. In alto:

Eronne Pellacani, Oliviero Ferrari,Giuliano Malagoli, Ermanno Pecorari.

 

Sotto:
Emilio Ascari, Gianfranco Franchini, Mauro Franchini, Giuliano Battelli,Giorgio Franchini.

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Pentetorri. Veduta d'angolo della villa. (foto Orlandini).