Quartiere Crocetta  Modena

  • Luogodi frontiera e caratteristica degli abitanti.
  • Il territorio della Crocetta era caratterizzato dal­la presenza, fin dall'anno mille, del Naviglio, un canale artificiale che serviva per la navigazione ed il trasporto delle persone e delle merci. Questa via di comunicazione partiva dalla zona antistante il palazzo Ducale della città con­vogliando le acque di tutti i canali e proseguiva fino al Panaro, al Po e comunicava col mare Adria­tico.
  • La navigazione era favorita non solo dalla ricchezza delle acque ma anche dagli argini percor­ribili che consentivano la tecnica dell'attiraglio.
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  • Essendo la principale via di comunicazione era usata dai Duchi ma anche da viaggiatori, da avven­turieri, da mercanti, da soldati a guardia delle acque, dai potenti e dai normali cittadini: un via vai continuo di persone e merci. Chi abitava fuori le mura della città, nei pressi del porto, lungo il Navi­glio, lungo la strada Attiraglio, si trovava a vivere in un luogo di frontiera: proprio lì, prima che nel resto della città, arrivavano e si diffondevano le notizie e le novità dal resto d'Italia e non solo.
  •  Lì avveniva lo scambio immediato delle informazioni e delle conoscenze con gli “stranieri”.
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  • Gli abi­tanti inevitabilmente erano più attenti, con le orecchie deste, pronti ad assimilare anche idee nuove, termini, espressioni, modi di dire; e lì si poteva sapere anche quello che altri non doveva­no o non riuscivano a sapere: l'arrivo o la partenza di materiale proibito, il modo di gabbare i doga­nieri o far entrare merci senza pagare il dazio, la fuga di qualcuno o l'arrivo clandestino di qual­cun'altro.
  • (O. Nuzzi: L'acqua e il ferro)
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  • Primo agglomerato di case del borgo.
  • Il continuo transito di persone e merci contribuì a sviluppare molte attività lungo il Naviglio, conseguentemente sorsero case di lavoratori, spesso poco più che capanne: perpescatori, per navi­gatori, per facchini addetti al carico-scarico di merci, per uomini che lavora­vano nelle alzaie e nel porto,
    ecc. , alter­nate a luoghi di lavoro per artigiani,
    in prevalenza fabbri-ferrai e falegnami neces­sari per il porto. C'erano poi le costruzioni che ospitavano i soldati a guardia della importante via di comunicazione o delle milizie di passaggio arrivate con i barconi. E c'erano taverne e osterie, an­ch'esse necessarie e usua­li in un luogo d'imbarco.
  • Il lungo caseggiato, ancor oggi pre­sente in via Due Canali, nel 1700 andò a sostituire le vecchie ca­panne di legno.
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  • La Darsena.
  • Il bacino della Darsena del Naviglio era il porto di Modena. I barconi portavano sale, zucchero, grano e legna, e ripartivano con prodotti locali modenesi, risalendo il canale Naviglio, raggiungeva­no il Panaro, il Po e infine Venezia. Il viaggio durava mediamente sei giorni. Fino a metà Ottocento la città di Modena aveva due Darsene, una interna (l'attuale Corso Vittorio Emanue­le II) che arriva­va fin sotto il palazzo Ducale, e che
    fu chiusa nel 1858 da Francesco V, e una ester­na, fuori Porta Castello, interrata nel 1936, quando si costruì il nuovo cavalca ferrovia.
  • Il sale proveniente quasi tutto per via fluviale dalla Romagna, veniva scaricato dai barconi alla “Sa­leina”, il magazzino posto sulla Darsena.
  • Qui arrivavano i carri che portavano il sale in città.
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  • Per capire quanto fosse importante la navigazione fluviale per Modena, basti pensare che nel 1252 venne redatto un vero e proprio manuale:
    Statuti dell'Arte dei Paroni di Modena (I Paroni erano i proprietari dei barconi).
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  • La Darsena, detta dai modenesi “il Bacino”, era anche meta di ro­mantiche passeggiate e occasione estiva per un bagno rinfrescante, ancora nella prima metà del '900 vi si nuotava, si andava in barca, vi si svolgevano regate e d'inverno si pattinava sul ghiaccio.
Descrizione immagine
Descrizione immagine

19.12.1905 Copertina Domenica del Corriere dal titolo "Eroi Umili" Un soldato salva due fanciulle sprofondate nel ghiaccio a Modena (Naviglio). l'illustratore è il famoso Achille Beltrame

Stampa datata 1789 del Silvester con rappresentata la Darsena interna alla Porta Castello di Modena. Era situata al centro di corso del Naviglio  

 (dopo l'unità d'Italia rinominato corso Vittorio Emanuele II)