Quartiere Crocetta  Modena

 

Nomi usati per individuare questa terra.

 

Il primo nome utilizzato per indicare questi territori è Villa Mazadicio.

 

Lo si ritrova in un documento del VIII secolo col quale si indica un'area a nord della città di proprietà del Vescovo a ridosso di un corso d'acqua navi­gabile (Naviglio), coltivata e abitata da contadini,molto am­bita dai potenti.

 

E' riconoscibile nella prima parte del nome (Mazadicio) il ter­mine latino massa. Gli esperti ci ricordano che dal V al XI sec. la grande proprietà fondiaria, sopratutto ecclesiastica, veniva organizzata in complessi detti masse.

Quindi i primi abitanti di queste terre furono i contadini che già la centuriazione romana aveva designato, ma è durante il medioevo che questa figura diventa importantissima per la gestione dei territori fuori città.

 

Il contadino forniva i generi di prima necessita alla città e forniva anche il legno per le abitazioni e per gli utensili, prelevandolo nella vasta esten- sione boschiva comunitaria. Inoltre effettuava con la propria presenza il controllo capillare del territorio da eventi naturali catastrofici, come le alluvioni, e dall'arrivo di  eventuali invasori.

 

Nel XII secolo diventa Borgo S. Caterina: L'incre­mento de­mografico e lo sviluppo dell'economia spinsero i Mo­denesi, nel 1188, ad am­pliare la cerchia mu­raria della città ac­crescendo le responsabilità del Comune a tal punto che do­vette organizzare il proprio territo­rio in modo da verificare chi usci­va ed entra­va dalle porte e controllare i “viag­giatori”, mercanti, arti­giani, conta­dini, pellegrini, in com­pagnia dei quali, molte volte, si muo­vevano indi­vidui animati da “cattive intenzio­ni”. La soluzio­ne fu quella di suddi­videre il terri­torio, peraltro vastissi­mo, in Quar­tieri, en­tro le mura citta­dine, e in Borghi e Ville, fuori le mura.... L'ampia zona a nord-est della città fu denominata “Borgo di Santa Catterina”.


Nel XVII secolo prende anche il nome di Crocetta. Alcune fonti riportano la paternità del nome ad un crocefisso che sistemato nell'incrocio di  queste vie serviva come luogo di preghiera all'aperto, durante il periodo delle pestilenze,  in quanto, per evitare la diffusione delle malattie, era vietato assembrarsi in luoghi chiusi.

Con questo nome ci si riferiva alla zona dell'incrocio e vie limitrofe, in seguito diventò usuale chiamare Crocetta tutta la parte al di la della linea ferroviaria.

 

Le chiese, i luoghi di culto, danno il nome ai territori.

 

Nel 1218 fu eretta una chiesa dedicata a S. Caterina d'Alessandria (d'Egitto) sopra i ruderi di una precedente cappelletta.

Da allo­ra il borgo prese il nome di Villa Santa Caterina.

Accanto alla chiesa furono costruiti un monastero e nel 1227 si aggiunse un convento di monache.

 

Nel 1537, trecento anni dopo, gli edifi­ci ormai fatiscenti vennero abbattuti.

 

Nei primi anni del 1600, sempre nello stesso luogo, fu la volta di un oratorio detto del “Crocifisso”. Anch'esso col passare degli anni andò piano piano in rovina.

Nel 1744 don Cesare Gerondelli, rettore della Parrocchia di San Giorgio, fece erigere, a proprie spe­se, una chiesa con annessa resi­denza per un sacerdote, fu con­sacrata il 18 giugno 1745.

Nella seconda metà dell'800 fu innalzato il campanile.

Nel 1978 fu edificata l'attuale chiesa, demolendo la precedente.

 

Descrizione immagine

In questa cartina del 1821 sono messi in rilievo le ubicazioni dei mulini del Diamante e dell'A­bate situati lungo il Naviglio. Ancora negli anni '30 l'attività dei numerosi mulini permetteva a Mo­dena di essere la terza città italiana per capacità di macinazione dopo Bologna e Napoli.

Nella carta è possibile vedere come sono cambiate le strade ed il territorio intero.